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Bt/Yt-Bt-1/Yt-1 =(r-g)(Bt-1/Yt-1)+(Gt-Tt/Yt)

In macroeconomia questa equazione è ben nota perché identifica il Vincolo di Bilancio del Governo in termini di PIL.

Tradotto in soldoni ed applicata ad un rapporto Debito pubblico (Bt) / PIL (Yt) come quello italiano (ormai prossimo al 130%), questa equazione ci dice che se non vogliamo morire di interessi passivi sul nostro Debito sovrano[1]:

a)     dobbiamo tornare a crescere in termini di PIL (g)

b)    e/o dobbiamo puntare sull’avanzo primario[2] tagliando la Spesa Pubblica (G/Y) e/o aumentando le Tasse (T/Y)[3]

Fin qui nulla di nuovo, almeno per gli esperti del settore che ben conoscono la gravità della nostra situazione economica e comprendono le ragioni della fragilità della nostra esposizione sui Mercati internazionali e di fronte agli speculatori di sempre.

Ma a che prezzo? E come?

Il rischio è che in nome della Crescita:

  • si debbano attuare Politiche fiscali lacrime e sangue che acuiscano i già gravi bisogni sociali che la crisi ha fatto emergere;
  • o che si debbano effettuare tagli lineari alla Spesa pubblica che non si limitino a combattere gli sprechi ma riducano ai minimi termini il ruolo primario e fondamentale del Pubblico nella gestione di quei bisogni sociali.

 

Come tener insieme Crescita, Risparmio ed Equità? Ecco, l’Economia Civile è l’anello di congiunzione tra questi elementi.

La portata dei dati Istat presentati ieri è enorme e i commenti apparsi ieri su Vita di Bonacina e Gualaccini concordano su un punto su cui anche noi, in tempi non sospetti, abbiamo sempre insistito:

riformare la normativa sull’impresa sociale

 

http://www.vita.it/non-profit/volontariato/censimento-istat-per-il-non-profit-un-occasione-da-non-perdere.html

 

http://blog.vita.it/lapuntina/2013/07/11/listat-dice-che-il-non-profit-e-cresciuto-del-28-ma-io-non-festeggio/

 

Il non profit in Italia si conferma come il settore produttivo (e già questa attestazione è fondamentale) più dinamico dell’intero Sistema Italia. I suoi trend sono positivi in tutti gli ambiti. Tra tutti colpisce enormemente il dato occupazionale, soprattutto se parametrato sulla crisi: + 39%, con un’incidenza in termini assoluti sulla popolazione lavorativa attiva del 3,4%; anche se, su quest’ultimo punto vedo un bicchiere ancora mezzo vuoto se penso al fatto che la UE ci dice che quella percentuale in Europa si attesta addirittura intorno al 6,4%!!

Possiamo e dobbiamo ancora crescere e per giunta in modo equo! Come?

riformando il nostro sistema normativo e a partire dall’impresa sociale ex DLgs 155/06 perché il mondo cooperativo è e resta fondamentale ma non basta e non esaurisce l’universo mondo di ciò che è l’imprenditoria sociale.

L’Europa lo ha capito, da tempo!!

E noi? Intendo dire noi della lampadina… stiamo per accendere un’altra piccola luce..

E dunque:

Seguiteci prossimamente su questi schermi… come si suol dire nei migliori trailers d’azione o – fate voi – nelle migliori telenovelas  …


[1] L’elemento r(Bt-1/Yt-1) identifica la spesa per interessi che aumenta con l’aumentare del Debito pubblico – Bt

[2] L’elemento (Gt-Tt/Yt)

[3] Ed a tale ultima soluzione possiamo per semplicità assimilare la politica monetaria che potrebbe esser tentata di ridurre il peso reale di quel rapport attraverso spinte inflazionistiche che ricadranno comunque sulla gran massa di cittadini che si troverà in tasca stipendi e risparmi che varranno di meno.

bimbo_megafono

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