Istituzione del Regulator

Nel Regno Unito, ormai da circa dieci anni, è presente la figura del Regulator. Il Regulator delle Community Interest Company (CIC) è un organo indipendente nominato dal Segretario di Stato per il Business Innovation and Skills (BIS) ed è regolato dal Company Act del 2004.[1]. Esso svolge due funzioni principali: decide se un’organizzazione possa diventare, o continuare ad essere, una CIC; fornisce un orientamento per le materie inerenti alle CIC.

Una volta che un’organizzazione ha passato il controllo statutario del Regulator, e che dunque è diventata un’Impresa Sociale, è soggetta alla supervisione del Regulator ed è obbligata a consegnare ogni anno al Regulator un report annuale nel quale deve esplicitare come le sue attività, durante l’anno finanziario, hanno beneficiato la comunità, chi è stato consultato, qual è stato l’outcome, quali assests sono stati trasferiti, quanti dividendi sono stati distribuiti e quali interessi sono stati pagati sui prestiti e sulle obbligazioni. Il Regulator assicura dunque che la CIC operi in un modo compatibile al suo status[2].

In Italia si potrebbe pensare ad istituire un organo analogo a livello centrale, finanziato dal Fondo per lo Sviluppo dell’imprenditoria sociale[3]. Ad esso potrebbero essere devolute funzioni di carattere ispettivo diretto, nonché l’accreditamento di società di revisione con funzioni di certificazione dell’impatto sociale effettivamente raggiunto[4]. Tale rating sociale consentirebbe:

  • ad investitori e donatori, privati ed istituzionali, di orientarsi a favore di un’impresa sociale piuttosto che di un’altra;
  • allo Stato di parametrare il grado di fiscalità compensativa riconoscibile alle singole is, in base al rating sociale certificato dalle Agenzie di revisione accreditate;
  • alle is di mantenere o addirittura aumentare la propria perfomance sociale, con ovvie conseguenze anche sul piano della competitività e concorrenzialità;
  • al sistema produttivo di servirsi di is capaci di operare in ambiti anche non tradizionali ed in grado di garantire un impatto sociale certificato ed in linea con la propria natura giuridica;
  • al Regulator di assicurarsi che le is mantengano i requisiti in base ai quali sono riconosciute come tali.

Il Regulator, inoltre, potrebbe svolgere anche una funzione di “incubatore di possibilità”. In questo senso potrebbe promuovere le is più virtuose e creare momenti d’incontro con possibili investitori esterni rilevanti. Conseguentemente, oltre alla funzione principale di riconoscimento dello status giuridico, ne svolgerebbe una d’incentivazione economica per le singole is, attraverso momenti di pubblicizzazione delle loro attività, al fine di creare una contaminazione virtuosa delle best practices.

Infine, potrebbe svolgere funzioni di indirizzo interpretativo in materia, analogamente a quanto faceva l’Agenzia del Terzo Settore.


[1]Le sue funzioni sono state esplicitamente espresse nell’Act e nel “Community Interest Company Regulations 2005”.

[3] Vedi punto 4.

[4] Sulle quali ricadrebbe l’onere delle spese di valutazione dell’impatto sociale.

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