Istituzione di un Fondo per lo Sviluppo dell’imprenditoria sociale

Premesso che ogni riforma ha un costo, ma un costo di per sé non rappresenta un aspetto necessariamente negativo, come accade quando esso si trasforma in investimento, la presente riforma potrebbe/dovrebbe non costare molto.

L’istituzione del Regulator, ad esempio, potrebbe esser finanziata a regime da un Fondo alimentato attraverso riserve legali imposte sugli utili di bilancio delle is, analogamente alla riserva del 3% degli utili netti annuali prevista per le Cooperative italiane[1].

Tale fondo, poi, potrebbe anche svolgere funzioni di “Anchor Investor”, per garantire un processo di concentrazione di capitali di rischio; tale Fondo, a sua volta, potrebbe investire in altri fondi di Social Venture Capital, selezionati sulla base di criteri di merito e trasparenza, a seguito di una appropriata due diligence[2]. In tal senso, il Fondo nazionale potrebbe incentivare lo sviluppo degli EuSEF, ovvero dei fondi europei per l’imprenditoria sociale recentissimamente regolamentati dal Parlamento di Bruxelles[3].


[1] Si veda l’art. 11 co. 4 della L. n. 59/1992.

[2] Si veda:“Il futuro è bene comune” – del Comitato i3S.

[3] Con Regolamento UE n. 346/2013 del 17/04/2013.

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