Il futuro è bene comune – Abstract

IL FUTURO E’ BENE COMUNE

Il presente documento nasce:

  • dall’iniziativa di alcuni giovani studenti del “Master in Management delle Imprese Sociali, Non Profit e Cooperative” della Sda Bocconi di Milano;
  • dalla passione e dalle stesse motivazioni che ci hanno spinto ad investire tempo, energie e denaro nella formazione all’interno di questo settore;
  • dalla volontà di portare un contributo di speranza e di innovazione all’interno di una crisi che auspichiamo ci veda protagonisti del cambiamento presente e futuro, anziché vittime rassegnate di un fardello ereditato dal passato;
  • dall’avvertita esigenza di sensibilizzare l’azione dei principali policy maker sull’urgenza e l’importanza di alcuni cambiamenti in questo settore.

Contesto europeo

Ogni crisi implica una sfida: riuscire a trasformarla in un’opportunità di miglioramento. Affinché il nostro Paese riesca a superare questa crisi occorre che esso non perda il passo rispetto ai processi innovativi che si registrano nel contesto più ampio all’interno del quale si trova.

A livello europeo, il tema del Terzo settore e dell’impresa sociale hanno ormai assunto un ruolo centrale all’interno di quell’Economia sociale di Mercato altamente competitiva, fortemente auspicata dal Trattato di Lisbona del 2007. È per questo che il Single Market Act[1] individua nell’imprenditorialità socialeuna delle 12 leve per uscire dalla crisi e per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva, così come auspicato daEuropa 2020[2]. In tale prospettiva, la Commissione ha presentato un vero e proprio piano d’azione, la Social Business Initiative[3], con l’obiettivo di supportare l’innovazione sociale e creare un clima favorevole per fare emergere tutto il potenziale di questo importante settore. In breve questo riguarda:

  • 20 milioni di occupati in prevalenza donne (60%) e giovani[4],  ovvero il 6% della popolazione attiva europea;
  • il 10% del GDP Europeo;
  • un quarto delle nuove imprese UE, e addirittura un terzo in Finlandia, Francia e Belgio (se ci focalizziamo sull’imprenditorialità sociale);
  • tra i 400 e i 1.200 miliardi di dollari, in termini di investimenti potenziali nell’emergente asset class dell’”Impact investing” nel periodo 2010-2020 [5].

Ciò che contraddistingue il Terzo Settore come possibile driver per la futura crescita dell’Europa è, tuttavia, la sua capacità di incidere, non solo sulla sfera economica, ma anche su quella sociale ed ambientale, creando allo stesso tempo, sviluppo e occupazione.

Contesto italiano

Anche in Italia il valore economico, ma soprattutto sociale, di questo settore è notevole e riveste un ruolo sempre più strategico di fronte all’emergere di bisogni delle persone e della società che questa crisi ha incrementato.

La fase di recessione dell’economia ha portato e porterà a dover fronteggiare maggiormente dinamiche quali disoccupazione, nuove forme di povertà e marginalità, mutamenti socio demografici. Si pensi ad esempio al rapporto di dipendenza[6] che passerà dal 30,8% del 2010 al 41,1% nel 2030[7] con forti ricadute sul sistema assistenziale e sanitario. Di fronte a tali sfide sociali è interessante guardare al valore del terzo settore in Italia, che non si esaurisce con le sole variabili economiche (basti pensare che il numero dei volontari -pari al 90% delle risorse umane impiegate nel settore- è stimato in 4 milioni).[8]

Il terzo settore nell’ultimo decennio è stato caratterizzato da un incremento considerevole sia in termini di impiego che in termini di valore prodotto:

  • dal 2001 al 2009 le organizzazioni non profit sono cresciute numericamente del 9,5% attestandosi a 257.000 unità;
  • gli impiegati totali sono aumentati (sempre nello stesso periodo) del 28%, raggiungendo i 629.000 addetti;
  • il volume di ricavi è stimato a 67 miliardi di euro, ovvero il 4,3% del PIL, contro i 38 miliardi del 2001 (che ne rappresentavano il 3,3%)[9].

Il settore è dunque cresciuto rapidamente nell’ultima decade, presentando una stabilità invidiabile rispetto alle tendenze del contesto for profit. Si pensi ad esempio alla capacità di restituire i finanziamenti erogati dal sistema bancario, per cui le sofferenze delle realtà non for profit ammontano al 3,8%, ovvero ben al di sotto della soglia del 7,1% raggiunta dalle imprese del capitalismo tradizionale[10].

Insomma, il terzo settore non solo sembra poter giocare un ruolo strategico per intercettare e soddisfare i bisogni sociali crescenti, ma risulta essere sempre più importante anche in chiave anticiclica rispetto alle tendenze economiche in atto.

Appello

A fronte di questi dati, tuttavia, chi crede ed opera concretamente nel settore soffre fortemente per la contraddizione tra il dinamismo delle sue idee e la staticità delle forme entro le quali è costretto a muoversi.

L’auspicio è che l’Agenda politica di questo Governo[11], come anche delle segreterie dei principali partiti che si candidano a sostituirlo – sull’esempio di quanto già accade a livello europeo -, condividano questo nostro appello, traducendolo in riforme normative e in politiche realistiche in grado di sostenere e sviluppare questo settore e con esso il sistema economico e sociale del nostro paese.

La parte che segue vuole essere un contributo rivolto ai predetti policy maker, che si unisce a quello di quanti già operano in tale settore, e che resta aperto al confronto e all’integrazione da parte di quanti vogliano ulteriormente arricchirlo con proprie proposte. Obiettivo importante di tale esperimento è proprio quello di stimolare la riflessione e la discussione su temi che possano favorire l’innovazione sociale, per garantire un sistema efficiente e adeguatamente equilibrato tra la sfera dell’intervento pubblico e quella del Mercato for profit e del Terzo Settore.

Proposte

Finanziamento – Equity

  • Attenuazione dei vincoli di redistribuzione degli avanzi di gestione e facilitazione delle strategie di exit per stimolare la capitalizzazione delle imprese sociali[12].
  • Istituzione del Fondo dei Fondi sul modello europeo per sostenere Fondi di Social Venture Capital [13].
  • Agevolazioni fiscali e amministrative per lo sviluppo degli altri Fondi di Social Venture Capital.
  • Possibilità di emissione di titoli obbligazionari da parte dei soggetti del Libro I, titolo II, del codice civile[14].
  • Agevolazioni fiscali e facilitazioni nell’autorizzazione della Banca d’Italia per lo sviluppo di piattaforme di Social lending e Crowdfunding a favore delle imprese sociali.

Finanziamento – Loan

  • Sostegno e agevolazione dei social bonds emessi tanto da privati, quanto dalla PA[15].
  • Facilitare, per le imprese sociali, l’ammissione al Fondo centrale di Garanzia al fine di accedere al credito bancario, con particolare riguardo a quelle di media o piccola dimensione.
  • Istituzione di un ulteriore Fondo di garanzia immobiliare a favore delle imprese sociali, finanziato con le c.d. eredità senza eredi[16].

Fiscalità compensativa

  • Regime fiscale specifico per i soggetti del Terzo Settore, con previsione di un credito d’imposta commisurato alla certificazione del risparmio ottenuto in virtù dell’impatto sociale[17].
  • Regime contributivo e fiscale specifico per le rescue companies che impiegano lavoratori svantaggiati ex art. 2, numero 18, del regolamento (CE) n. 800/2008.

Authority

  • Istituzione dell’Authority per il Terzo Settore e rafforzamento del suo potere di indirizzo interpretativo, consultivo, propositivo e di vigilanza[18].

Allentamento dei vincoli burocratici

Assegnazione degli appalti pubblici sociali, in base alla logica del “massimo rialzo”.


[1] Il 13/04/2011 la Commissione europea presenta al Parlamento europeo il Single Market Act, che prevede una serie di misure per stimolare l’economia europea e favorire l’occupazione.

[2] Il documento adottato dalla Commissione europea, il 03/03/2010, che esprime la visione strategica europea per i prossimi 10 anni.

[3] Il 25/10/2011 la Commissione presenta al Parlamento europeo la Social business Initiative che individua 11 azioni chiave da lanciare prima della fine del 2012.

[4] Il 25% di questi ha infatti meno di 30 anni di età

[5] Fonte: Impact Investments: an Emerging Asset Class, JP Morgan, 2010

[6] Il rapporto è la risultante della popolazione inattiva sulla popolazione attiva

[7] Fonte: Database Eurostat, 2012

[8] Fonte: Ricerca sul valore economico del Terzo Settore in Italia, Unicredit Foundation, 2012

[9] Fonte: Ricerca sul valore economico del Terzo Settore in Italia, Unicredit Foundation, 2012

[10] Cfr. dati Banca Etica.

[11] Con particolare riguardo al lavoro della Task Force per le start-up innovative”, del Ministero dello Sviluppo Economico e Infrastrutture e Trasporti, e al “Decreto Sviluppo”.

[12] Sul modello della Community Interest Company (UK) o della Low profit limited liability (US).

[13] Con funzione di Anchor fund e matching tra Business Angels e imprese sociali.

[14] Si veda, per es., Disegno di Legge Delega, Riforma del titolo II libro I del codice civile, approvato il 31 marzo 2011, art. 4 lett. h), n. 5.

[15] Si veda l’esempio dell’accordo promosso tra Ubi Banca e il Reparto di Oncoematologia Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia; quello inglese tra il Ministero di Giustizia e la prigione di Peterborough; e, infine, il rapporto del Center for American Progress, redatto da Jeffrey B. Liebman, Professore di “Public Policy” all’Università diHarvard.

[16] Cfr. Art. 586 c.c. e lo studio condotto, nel novembre 2009, dalla Fondazione Cariplo che stima in circa 105 miliardi di euro il valore potenziale delle c.d. eredità senza eredi fino al 2020.

[17] L’impatto sociale, infatti, può esser misurato anche sotto forma di minore spesa sociale a carico della PA, sul modello dei social impact bonds. Fondamentale diviene il tema della misurabilità dell’impatto sociale ad opera o dell’Authority o di soggetti specificamente autorizzati e vigilati dall’Authority.

[18] Da notare come il Governo appena insediatosi in Francia, ha recentemente istituito un apposito dicastero per l’Économie sociale et solidaire.

Non c'è ancora nessun commento.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: